
16 luglio 2026
L’Europa può compiere un salto di qualità nella governance finanziaria e nella programmazione di bilancio, ancor più necessario di fronte a uno scenario internazionale sempre più incerto e a nuove esigenze di spesa, insostenibili da parte di singoli stati. E’ stato questo uno dei principali elementi dell’intervento della Presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Lilia Cavallari, nel dibattito sul tema “Riconfigurare l’Europa in un’economia globale fratturata” tenutosi il 16 luglio nella sala Caduti di Nassirya del Senato insieme a Paolo Gentiloni e Giulio Tremonti, con le conclusioni di Mario Monti, in occasione della presentazione del Florence Report 2026 dell’EMU Lab dell’Istituto Universitario Europeo.
Secondo Cavallari, il dibattito europeo è ormai ampiamente convergente sulle priorità strategiche da affrontare, ma occorre rafforzare gli strumenti di governance per tradurle in politiche efficaci. Un primo bilancio a un anno dall’effettiva introduzione delle nuove regole di bilancio europee restituisce un quadro positivo, ma lontano dall’essere perfetto. A questo proposito, ha indicato il caso delle spese per la difesa come esempio della necessità di un maggiore coordinamento europeo. Un approccio fondato esclusivamente sui bilanci nazionali rischia infatti di produrre duplicazioni e di richiedere, una volta esauriti i margini di flessibilità, successivi aggiustamenti di bilancio. Una programmazione comune degli investimenti consentirebbe invece di sfruttare economie di scala, in particolare negli approvvigionamenti, e di rafforzare l’efficacia complessiva dell’azione europea. La strada degli investimenti comuni guidati da programmi coordinati di medio termine va dunque perseguita con continuità e maggiore determinazione.
La Presidente ha inoltre sottolineato il contributo che le autorità fiscali indipendenti possono offrire al miglioramento della programmazione di bilancio. L’esperienza dell’UPB, coinvolto nella valutazione dei documenti programmatici e nella validazione delle previsioni governative mostra come analisi indipendenti, valutazioni d’impatto ed evidenze affidabili rappresentino condizioni essenziali per rafforzare la qualità delle decisioni pubbliche.