Notizie

Nota sulla congiuntura di agosto 2026

Upb - Nota sulla congiuntura di aprile 2025

4 agosto 2026 | Il quadro internazionale resta segnato dalle tensioni geopolitiche e dalla frammentazione degli scambi. La ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran ha fortemente limitato il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz (fig. 1) e si sono intensificati gli attacchi degli Houthi nello Stretto di Bab el-Mandeb. Le quotazioni del petrolio e del gas sono molto volatili e si mantengono più elevate rispetto all’inizio dell’anno. L’attività economica mondiale mostra comunque una certa resilienza agli shock e si espande a ritmi moderati; il Fondo monetario internazionale (FMI) prevede una crescita del PIL mondiale del 3,0 per cento nel 2026 e del 3,4 nel 2027. Nell’area dell’euro l’inflazione si è portata intorno al 3,0 per cento nel secondo trimestre, soprattutto per i rincari dell’energia. Le banche centrali mantengono un orientamento prudente, le aspettative di inflazione sono ancorate ma i rischi sui prezzi sono significativi.

 

Nel primo trimestre del 2026 il PIL italiano è cresciuto dello 0,3 per cento su base congiunturale e, secondo i dati preliminari dell’Istat, ha continuato a espandersi in primavera a un ritmo appena inferiore (0,2 per cento). Nel confronto con i livelli pre-pandemia l’attività economica del nostro Paese risulta superiore per circa otto punti percentuali, un differenziale inferiore a quello della Spagna (circa dodici punti) e lievemente superiore a quelli della Francia e dell’area dell’euro (fig. 2).

 

I consumi delle famiglie italiane si sono rafforzati in inverno, sostenuti dal recupero del potere d’acquisto e dall’occupazione, ma in prospettiva potrebbero risentire dell’accelerazione dei prezzi oltre che dell’aumento dell’incertezza. Gli investimenti nei primi mesi dell’anno sono aumentati, soprattutto nelle componenti che beneficiano dell’accelerazione degli interventi del PNRR. Le esportazioni hanno recuperato nei mesi invernali, ma l’incremento si è concentrato in pochi comparti caratterizzati da elevata volatilità; in primavera i flussi di vendite all’estero non sembrano essere stati molto frenati dalle tensioni in Medio Oriente. L’occupazione cresce mentre resta debole la partecipazione, soprattutto tra i giovani. L’inflazione italiana è salita al 3,0 per cento nel secondo trimestre (fig. 3), sospinta dai rincari energetici, per poi flettere lievemente in luglio. In Italia la dinamica dei prezzi ha reagito allo shock derivante dalla guerra in Medio Oriente aumentando più velocemente che nell’area dell’euro; pertanto il differenziale inflazionistico, che era stato negativo nella media degli ultimi due anni, si è sostanzialmente chiuso in primavera.

 

L’UPB stima che il PIL dell’Italia aumenterebbe dello 0,9 per cento nel 2026 e dello 0,6 nel 2027 (tab. 1). Rispetto alle previsioni formulate in aprile, in occasione dell’esercizio di validazione del Documento di finanza pubblica, la crescita dell’economia italiana è stata rivista al rialzo di quattro decimi di punto quest’anno, incorporando i dati del PIL per il secondo trimestre, oltre alle revisioni su quelli del periodo precedente; riguardo alle componenti, la revisione sul 2026 riflette il più favorevole profilo della prima metà dell’anno degli investimenti, attivati dal PNRR e fattori temporanei sulle esportazioni. Le attese sulla variazione del PIL per il 2027 sono quindi rimaste invariate. Con riferimento ai prezzi, la dinamica inflazionistica è stata pressoché confermata. L’attività economica nel 2026 beneficia della fase finale di attuazione del programma Next Generation EU (NGEU), con un contributo alla crescita non trascurabile, che poi si riassorbe nel 2027. I rischi sono prevalentemente orientati al ribasso e riguardano le tensioni geopolitiche e commerciali, l’erraticità dei mercati energetici e finanziari, le tempistiche di realizzazione del PNRR e i fattori climatici e ambientali.