PNRR: con la sesta revisione l’indebitamento netto migliora per circa 4,8 mld nel 2026 e 0,7 nel 2027, 81 mln nel 2028
23,8 miliardi potranno essere spesi oltre agosto 2026
- Coinvolte 174 misure, invariata la dotazione finanziaria complessiva a 194,4 miliardi
- L’effetto su quest’anno dipende soprattutto dalla sostituzione di alcune misure con interventi già realizzati negli anni scorsi a valere su risorse extra-PNRR
- Al termine del PNRR potrebbero emergere differenze tra fondi ricevuti e spese effettive
13 febbraio 2026 | L’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) pubblica un Flash sulla sesta revisione del PNRR e sugli effetti che essa determina sull’indebitamento netto del triennio 2026-28. La revisione, approvata dal Consiglio dell’Unione europea il 27 novembre 2025, ha interessato complessivamente 174 misure, attraverso rimodulazioni finanziarie, accorpamenti, soppressioni e l’introduzione di nuovi interventi. La dotazione finanziaria complessiva del Piano resta invariata a 194,4 miliardi, di cui 71,8 miliardi di sovvenzioni e 122,6 di prestiti.
Secondo la Relazione tecnica alla legge di bilancio per il 2026, i minori oneri derivanti dal definanziamento di alcune misure (circa 14,2 miliardi) sono compensati da maggiori spese riconducibili, per circa 7,8 miliardi, a nuovi interventi introdotti nel Piano, in larga parte attraverso la creazione di nuove facility, e per circa 6,5 miliardi all’inclusione nel PNRR di misure con spese già finanziate a legislazione vigente mediante risorse non europee per lo più effettuate negli anni scorsi.
La revisione del Piano comporta un miglioramento dell’indebitamento netto pari a 4,783 miliardi nel 2026, 0,727 miliardi nel 2027 e 81 milioni nel 2028. L’impatto particolarmente rilevante sul saldo del 2026 è dovuto a minori uscite per 5,7 miliardi connesse, in gran parte, al definanziamento di misure con spesa prevista nell’anno (in particolare Transizione 5.0) e alla loro sostituzione con interventi già realizzati negli anni precedenti finanziati con risorse nazionali al di fuori del PNRR (in particolare Transizione 4.0) e a minori entrate per 0,92 miliardi.
Alla luce delle informazioni disponibili, la revisione ha determinato un saldo positivo soprattutto per la Missione 1 (Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura), con un incremento di 4,4 miliardi, e per la Missione 3 (Infrastrutture per una mobilità sostenibile), con un aumento di 1,2 miliardi. Le altre Missioni registrano un saldo nullo o negativo. In particolare, la Missione 7 (REPowerEU) subisce la contrazione più marcata con un saldo negativo di 4 miliardi, dovuta essenzialmente al depotenziamento di Transizione 5.0. Anche la Missione 2 (Rivoluzione Verde) vede una riduzione di un miliardo, con il taglio di fondi destinati inizialmente alle rinnovabili per le comunità energetiche.
Complessivamente, ammontano a 23,8 miliardi le risorse assegnate a misure che consentono un differimento della spesa oltre la scadenza del Piano (agosto 2026). Alla data del 30 gennaio la spesa di tali misure risulta pari a poco meno di 2,3 miliardi.
Il ricorso a facility e strumenti finanziari conduce a due percorsi che possono avere tempistiche diverse: da un lato, il rispetto delle milestone e dei target, necessario per ottenere il pagamento delle rate da parte delle Istituzioni europee; dall’altro, l’effettiva realizzazione delle misure, che determina l’andamento della spesa e dipende dalla capacità amministrativa. Considerato anche che il mancato raggiungimento di una milestone o di un target non comporta la restituzione di tutte le somme già ricevute, ma solo una riduzione parziale della rata corrispondente, secondo criteri definiti dalla Commissione europea, non si può escludere che, al termine del PNRR, emergano differenze – positive o negative – tra l’ammontare complessivamente ricevuto dalla UE e quanto effettivamente speso per attuare le misure previste.

