Validazione del quadro macroeconomico tendenziale della NADEF 2022

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L’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) ha dato evidenza oggi sul proprio sito della validazione del quadro macroeconomico tendenziale della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NADEF) 2022. Come previsto dal calendario internamente concordato tra UPB e Ministero dell’Economia e delle finanze (MEF), secondo le indicazioni del Protocollo d’intesa che disciplina la validazione, le previsioni per gli anni 2022-23 sono state validate il 23 settembre, dopo essere state modificate per recepire i rilievi formulati dall’UPB su una precedente versione. Successivamente alla validazione, il 26 settembre, il MEF ha comunicato un nuovo quadro macroeconomico nel quale ha lievemente rivisto al rialzo le stime sulla crescita del PIL del 2024 e del 2025. Dal momento che le modifiche non rientrano nell’orizzonte di validazione (2022-23), l’UPB con lettera inviata al MEF in data 27 settembre ha confermato l’esito della validazione, già effettuata e comunicata al MEF il 23 settembre.

 

La procedura di validazione delle previsioni, sottoposte anche agli altri istituti che compongono il panel UPB (CER, Prometeia, Ref-Ricerche e Oxford Economics, oltre all’Ufficio stesso), si è conclusa positivamente. Le previsioni relative al biennio 2022-23, allo stato delle informazioni a oggi disponibili, si collocano, infatti, all’interno di un intervallo accettabile. Tuttavia le stime sono caratterizzate da una forte incertezza, legata soprattutto agli sviluppi e alle ripercussioni della guerra in Ucraina; il quadro internazionale appare instabile e fragile e le prospettive potrebbero cambiare significativamente, anche in un arco temporale breve.

 

Nel merito, la previsione del Governo sull’andamento della crescita nel 2022 (+3,3 per cento, rivista in aumento per due decimi di punto percentuale rispetto al Documento di economia e finanza (DEF)) coincide con la mediana delle previsioni del panel e non è distante dalla previsione dell’UPB. La stima sulla variazione del PIL dell’anno prossimo (+0,6 per cento, oltre 1,5 punti percentuali in meno di quanto indicato nel DEF a causa del peggioramento della domanda estera, del rialzo dei tassi d’interesse e delle tensioni sui mercati dell’energia) eccede lievemente la mediana delle stime del panel UPB, ma non l’estremo superiore.

 

Per quel che concerne gli elementi d’incertezza, gli scenari di base del MEF e del panel UPB non considerano il blocco completo delle forniture di gas da parte della Russia. Se tale prospettiva si realizzasse in concomitanza di altre condizioni avverse potrebbe rendersi necessario un razionamento dei consumi di gas nel corso del prossimo inverno, con ricadute non trascurabili sull’attività economica.

 

Infine, un ulteriore rischio riguarda la tempestiva ed efficiente attuazione dei progetti di investimento del PNRR, che potrebbe essere compromessa a causa dei notevoli aumenti dei costi energetici e della carenza di alcuni materiali.